Società

Un nuovo studio suggerisce che le donne sono ancora discriminate sul lavoro

Secondo uno studio condotto da scienziati della New York University e dell’Università dell’Illinois, è probabile che le ragazze e le donne siano considerate intellettualmente inferiori ai loro coetanei maschi, indipendentemente dal fatto che le loro capacità cognitive siano superiori o meno.

Nonostante il fatto che in buona parte del mondo occidentale siano più numerose le donne rispetto agli uomini che si iscrivono all’università, un dato che sottolinea, in generale, che le donne sono mediamente più acculturate degli uomini, è acclarato che nelle aziende gli uomini hanno maggiori possibilità di ottenere incarichi di responsabilità rispetto alle donne e, spesso, in barba ad ogni criterio di meritocrazia.

Secondo i ricercatori, le ragazze e le donne sono ancora oggetto di pregiudizi riguardo alla loro intelligenza.

Nonostante i risultati ottenuti in classe e sul posto di lavoro, i nostri esperimenti suggeriscono che donne e ragazze possono ancora incontrare pregiudizi in circostanze in cui la genialità è vista come la chiave del successo“, dice Andrei Cimpian, professore associato nel dipartimento di psicologia presso la New York University, autore principale dello studio.

Lin Bian, dell’Università dell’Illinois e coautore dello studio, spiega che questi pregiudizi possono derivare da preconcetti di genere acquisiti durante l’infanzia.

Sebbene sia intuitivo pensare al pregiudizio di genere come ad un fenomeno adulto, gli squilibri di genere attualmente osservati in molti campi accademici e professionali potrebbero in realtà essere dovuti in parte a processi che si radicano nelle prime fasi dello sviluppo“, dice.

Per lo studio, che è stato pubblicato sulla rivista American Psychologist, il team ha condotto due esperimenti con oltre 1.150 partecipanti in totale. Nel primo ai partecipanti è stato chiesto di suggerire candidati per un lavoro, il secondo test era molto simile ma nel quesito era specificato che l’attività richiedeva un individuo con un alto intelletto. I ricercatori hanno visto che i partecipanti al test nel primo caso hanno indicato candidati uomini o donne all’incirca nella stessa proporzione, mentre nel secondo test sono state molte di meno le candidate indicate rispetto ai candidati uomini.

La conclusione è stata che una donna ha una probabilità inferiore del 25,3% di essere selezionata per un lavoro che menzionava l’intelletto nella sua descrizione. Inoltre, è emerso che sia i partecipanti uomini che le donne hanno dimostrato pregiudizi di genere nei confronti delle donne.

Da questo dato si è cercato di capire se questo pregiudizio di genere fosse evidente anche tra le fasce di età più giovani. I ricercatori hanno arruolato 192 bambini di età compresa tra cinque e sette anni e insegnato loro a giocare a due giochi di squadra, con la metà di loro informati che i giochi erano specifici per bambini intelligenti. Poi è stato chiesto loro di selezionare i compagni di squadra per giocare con loro. Mentre all’inizio i bambini sceglievano i compagni di squadra che avevano il loro stesso sesso, molti di loro hanno mostrato pregiudizi contro le ragazze rimanenti tra quelli da scegliere.

I nostri studi si aggiungono alla nostra attuale comprensione dei processi che portano alla sottorappresentazione delle donne nei “campi del genio”, cioè campi come la fisica e la filosofia, in cui il successo è generalmente visto come dipendente da capacità intellettuali di alto livello“, ha spiegato Cimpian.

Inoltre, mentre il pregiudizio di genere sembra diventare meno comune nei comportamenti “pubblici”dei datori di lavoro e dei supervisori, come nelle assunzioni o nelle decisioni di promozione, in parte perché la possibilità di pregiudizi è spesso discussa esplicitamente in questi contesti, il percorso delle giovani donne verso una carriera di successo molti contesti in cui esistono meno protezioni e dove i datori di lavoro possono ancora comportarsi in modo parziale“.

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Massimo Giuseppe Zito

Articolista, scrittore ma anche editore di Reccom Magazine e Dokeo. Mi dedico all'informazione scientifica e sono un appassionato cinofilo