Salute

Sulla nostra pelle è presente un comune batterio potenzialmente letale

Ogni giorno entriamo in contatto con miliardi di microbi. La pelle, luogo inospitale per la gran parte di essi, è la prima barriera che usualmente incontrano.  Ma sono molti i batteri che si sono adattati a convivere con noi, rappresentando di fatto la nostra flora cutanea che, in condizioni normali, non è patogena. Una pacifica convivenza offre persino dei vantaggi, in quanto ciascuna specie vive in equilibrio limitandosi a vicenda, non permettendo così l’instaurarsi d’infezioni. Sono il Propionibacterium acnes (batterio saprofita che causa l’acne), lo Staphylococcus aureus (saprofita causa di infezioni varie, cutanee e non), persino la forma antibiotico resistente di quest’ultimo, la MRSA (mortale in alcuni casi), i “simpatici” ospiti comunemente presenti sulla nostra pelle, accanto a specie decisamente più innocue. Ma nulla possono se paragonati al più temibile di tutti: lo Staphylococcus epidermidis. A rivelarlo è una recente ricerca condotta dal Milner Centre for Evolution dell’Università di Bath, Regno Unito, pubblicata su Nature Communication.

Antibiotico-resistenza e super-batteri

L’uso e l’abuso di antibiotici ha nel tempo generato dei batteri resistenti ad essi, i così detti super-batteri, fonte di non poche preoccupazioni in epoca moderna. Arginare il crescente problema dell’antibiotico-resistenza è dunque uno degli obiettivi principali della ricerca scientifica. Le infezioni post-operatorie da parte del MRSA causano nel mondo migliaia di decessi l’anno, ma una nuova minaccia sta emergendo negli ultimi tempi, è la multi-resistenza sviluppata da un innocuo saprofita, lo Staphylococcus epidermidis, un comune stafilococco gram-positivo che vive sulla nostra pelleUna strategia popolare per mitigare la distruzione dei batteri “buoni” del nostro organismo (intestinali, ma anche vaginali e cutanei), durante o dopo un ciclo di antibiotici, consiste nell’assunzione di supplementi probiotici contenenti batteri vivi ed attivi, ma ciò non sembra affatto essere sufficiente. Alcuni batteri, normalmente innocui, a causa del diffuso abuso degli antibiotici, si sono fatti “furbi” e sfruttano a loro vantaggio il temporaneo indebolimento delle altre specie saprofite provocando infezioni persino letali.

Identificati i geni che permettono allo Staphylococcus epidermidis di sviluppare infezioni letali

I ricercatori britannici hanno identificato i 61 geni che consentono allo Staphylococcus epidermidis di causare malattie talvolta letali. Grazie a questa scoperta è potenzialmente possibile individuare i pazienti che ospitano i ceppi di questo batterio antibiotico-resistente prima di sottoporli ad un eventuale intervento chirurgico, così da utilizzare tutte le opportune precauzioni. Per lo studio in questione i ricercatori hanno effettuato dei tamponi cutanei su pazienti che avevano sviluppato infezioni in seguito a interventi di sostituzione dell’articolazione dell’anca o del ginocchio e di fissazione della frattura e li hanno confrontati con campioni prelevati dalla pelle di volontari sani. Hanno dunque confrontato la variazione genetica dell’intero genoma dei batteri trovati nei campioni di individui sani e malati. Da questi è stato possibile identificare i 61 geni nei batteri che causano infezioni non presenti nella maggior parte dei campioni sani.

Cosa rendono alcuni ceppi di Staphylococcus epidermidis resistente agli antibiotici

Sorprendentemente, c’era anche un piccolo numero di individui sani che trasportavano la forma più letale di Staphylococcus epidermidis senza saperlo. L’antibiotico-resistenza e dunque la variazione genetica di questi super-batteri si esprime attraverso alcune incredibili caratteristiche: il batterio riesce a crescere nel flusso sanguigno, evita la risposta immunitaria dell’ospite, ha una superficie cellulare appiccicosa che lo aiuta ad ancorarsi meglio e a formare un biofilm sui dispositivi medici che lo rendono in definitiva resistente agli antibiotici. Il professor Sam Sheppard, principale autore della ricerca ha dichiarato: “Lo Staphylococcus epidermidis è un agente patogeno mortale in bella vista. È sempre stato ignorato clinicamente perché si presume che sia un comune contaminante in campioni di laboratorio o semplicemente è stato accettato come un noto rischio di un intervento chirurgico. Le infezioni post-chirurgiche possono essere incredibilmente gravi e possono essere fatali. Le infezioni rappresentano quasi un terzo dei decessi nel Regno Unito, quindi credo che dovremmo fare di più per ridurre il rischio se possibile. Se siamo in grado di identificare chi è più a rischio di infezione, possiamo indirizzare quei pazienti verso precauzioni igieniche extra prima di subire un intervento chirurgico”. 

Super-batteri: le raccomandazioni del Ministero della Salute

Le preoccupazioni fondate del prof Sheppard sono che i super-batteri essendo così abbondanti possano evolversi molto rapidamente, scambiandosi di tra essi i geni dell’antibiotico-resistenza. Questo dunque è solo un primo importante passo che permetterà in futuro di sviluppare possibili strategie contro una guerra che si preannuncia difficile. Intanto in Italia il Ministero della Salute raccomanda l’uso prudente degli agenti antimicrobici e sottolinea la necessità di attuare tutte le pratiche di prevenzione e controllo delle ICA (infezioni correlate all’assistenza), in particolare durante l’inserimento e l’uso di dispositivi medici.

 

 

 

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Anna Elisa Catanese

Dott.ssa in "Scienze e tecniche erboristiche", ma anche cantante di musica leggera e creatrice di bijoux. Scrivo di salute e benessere a 360°, sul mio blog Benessere e salute: notizie e curiosità e per il sito di Blasting news, per il quale gestisco il canale tematico Corretta alimentazione https://it.blastingnews.com/news/tag/corretta-alimentazione/