Sephora vieta le ciglia di visone

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Sephora vieta le ciglia

Finalmente arriva una delle soddisfazioni più grandi che si lega indissolubilmente alla lotta contro lo sfruttamento delle pellicce di visone e degli animali in genere.

A seguito di una campagna di PETA –  Attivisti per il Trattamento Etico degli Animali – che ha  raccolto più di 280.000 e-mail da acquirenti interessati, Sephora ha confermato di aver vietato le ciglia in pelliccia di visone e acquisterà solo ciglia sintetiche.

Non c’è differenza tra un cappotto di visone e le ciglia di visone quando si tratta di sofferenza animale“. Afferma in una nota il vicepresidente esecutivo della PETA, Tracy Reiman .

PETA sta celebrando la decisione di Sephora per unirsi Tarte, Too Faced, Urban Decay, e le decine di altre marche che sanno che non c’è niente di bello rubare pelliccia di un animale.”

Sephora vieta le ciglia in pelliccia di visone: una vittoria della PETA

Come ha rilevato PETA nelle sue lettere a Sephora, la pelliccia di visone proviene in genere da allevamenti di pellicce, dove i visoni sono stressati; si muovono freneticamente e si muovono all’infinito all’interno di gabbie anguste con molte sofferenze, che causano anche gravi lesioni e infezioni. Insieme gambe rotte o deformate.

Questo perché alcuni visoni si auto-mutilano a causa dell’intenso confinamento, rosicchiandosi le gambe o la coda.

Ma la cosa peggiore è che per il loro manto pregiato, sono quindi soffocati, fulminati oppure gli viene spezzato brutalmente il collo; il motivo? presto detto: sta nel fatto che questi metodi evitano che la loro pelliccia si “danneggi”.

Nonostante ciò, Sephora ha commercializzato le ciglia di visone come “prive di crudeltà”.

PETA chiede a Velour e Lilly Lashes, due marchi che in precedenza avevano fornito a Sephora le ciglia di visone, di liberarsi dal pelo. Attualmente sembra che la trattativa sia andata a buon fine.

Il maltrattamento degli animali –in qualunque condizione – è (e deve essere) un grave reato.

Come previsto dall’Art. 544-ter c.p. si recita: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche con la reclusione da 3 a 18 mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro”.