Ambiente, Salute

Pesticidi: “Avvelenati a norma di legge”

“Pesticidi, siamo alla frutta” è un documentario realizzato dal giornalista trentino Andrea Tomasi con la collaborazione tecnica del fotografo e videomaker Leonardo Fabbri sui veleni consentiti dalla legge, che fa riflettere e inorridire.

Tomasi, partendo dalla situazione delle melicoltura della Provincia di Trento, ha intervistato oncologi e pediatri, nutrizionisti e contadini bio e convenzionali e fornisce un quadro agghiacciante sugli effetti dell’agricoltura intensiva e dell’utilizzo dei pesticidi sui consumatori e sui bambini.

“Non viene calcolato l’effetto del mix dei fitofarmaci”

Emerge, infatti, un quadro per il quale pur trattandosi di farmaci a norma di legge “non viene calcolato l’effetto del mix dei fitofarmaci che si trovano in ciascun prodotto, sul quale non ci sono neppure studi approfonditi” e, amaramente, l’autore del documentario conclude affermando che “si sceglie cosa mangiare, senza avere una vera consapevolezza sugli effetti che l’assunzione di una serie di prodotti avrà sul nostro organismo

Inoltre c’è da considerare il fatto che i principi attivi non restano entro i confini del campo o al frutteto su cui sono somministrati, ma si disperdono nell’ambiente circostante, tanto che tracce di agrofarmaci sono state ritrovate nel miele, nei ghiacciai, nelle urine degli abitanti e persino negli escrementi degli orsi reintrodotti.

“Dai campi al piatto, i pesticidi chimici sono una presenza troppo frequente nei nostri alimenti”, dichiara Federica Ferrario, responsabile della campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace. “Anche se tutti i residui individuati rientrano nei limiti stabiliti dalle normative, la varietà di sostanze chimiche trovate, mostra che nelle coltivazioni convenzionali è pratica comune irrorare i meleti con applicazioni multiple di pesticidi

Gli effetti dei fitofarmci sulla salute

Gli studi che mettono in relazione malattie ed esposizione a pesticidi ed erbicidi sono svolti sulla categoria degli agricoltori. Essi hanno permesso di stabilire che uno degli organi più colpiti è il cervello. Negli agricoltori è stato notato l’insorgere di malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson. Quest’ultima, in Francia, è riconosciuta come malattia professionale per gli operatori del settore primario. Inoltre, anche alcuni tumori sarebbero conseguenza diretta dell’esposizione a pesticidi, tra i quali il tumore al cervello e agli apparati riproduttivi. E si aggiungono malformazioni, patologie autoimmuni e metaboliche. Sono state evidenziate anche consegunze negative sulla salute delle persone che vivono nei pressi di aree dove i pesticidi sono utilizzati, fabbricati o smaltiti.

I dati dell’Ispra nel “Rapporto nazionale pesticidi nelle acque, edizione 2018”, rivelano che in Veneto vi è una concentrazione di 11,7 chilogrammi di pesticidi per ettaro di superficie agricola utilizzata, subito dopo come regione peggiore d’Italia si pone la Provincia di Trento dove sono stati rilevati 9,3 chilogrammi per ettaro di superficie agricola utilizzata, un livello, comunque, troppo alto rispetto alla media nazionale pari a 4,9 chilogrammi a ettaro e molto lontano dalla vicina provincia di Bolzano che si ferma sui 4,4.

La conclusione è che gli effetti sulla salute pubblica sono devastanti ed è auspicabile che le istituzioni e gli operatori economici interessati possano prendere coscienza del problema e studiare le misure correttive più efficaci.

 

 

 

 

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Fortunato Vadala

Svolgo la professione di amministratore di condominio, ma sin da piccolo ho avuto la passione per il giornalismo.
Come nella vita, anche in questo campo mi piace percorrere le strade meno battute e, quindi, ricercare notizie, le quali non troverebbero spazio nei mass media tradizionali.

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