Cronaca

Mistero in Sardegna: emerge scheletro umano dalla spiaggia di Chia

Si trasforma in giallo quella che doveva essere una semplice passeggiata in spiaggia nel lungomare di Chia, in autunno ancora meta di turisti e cittadini che desiderano trascorrere qualche ora in spensieratezza.

Nella bellissima spiaggia di Cala Cipolla, che la scorsa domenica 21 ottobre ospitava famiglie e vacanzieri che facevano quattro passi per godersi la splendida giornata, è avvenuto un fatto strano.

Lo scenario è quello tranquillo e normale di una domenica serena. Un bambino di circa 10 anni, residente a Quartu S.Elena, giocava con la sabbia fscavando la classica buca, forse per ricavare il materiale necessario a costruire un castello di sabbia. Scavando a poco a poco, comincia, però, ad intravedersi qualcosa di strano. Un turista passeggiando nei pressi del posto, si accorge che qualcosa di anomalo stava prendendo forma. Qualcosa che non doveva essere là e aveva le fattezze di un teschio.

Con l’aiuto di altre persone, viene dato l’allarme e chiamato il 112: i Carabinieri di Domus De Maria sono prontamente intervenuti, seguiti poi dal nucleo investigativo del Comando Provinciale di Cagliari.

Come da prassi, la zona è stata chiusa e delimitata in modo da far riemergere tutti i resti e permetterne il trasporto nella camera mortuaria di Domus De Maria, dove l’Istituto di Medicina Legale si occuperà di fare gli accertamenti necessari.

Lo scheletro, presumibilmente di un uomo,  è stato rinvenuto intero e conservato in ottime condizioni. Particolare interessante, con esso era presente anche un oggetto tenuto stretto in mano: un manufatto finemente lavorato, che sembrerebbe essere una lucerna. Ad oggi, si presume che si tratti di un reperto di epoca antica, che gli archeologi dovranno studiare e datare.

L’evento è senz’altro curioso e appassionante, anche se non si tratta di un caso isolato. Ricordiamo il ritrovamento sempre di resti umani da parte di due ragazze, nel maggio del 2017, sempre di domenica nei pressi di Cala Francese a Santa Teresa di Gallura. I primi esami datarono il teschio, con dentatura solo parzialmente consumata, a circa 150 anni fa.

O addirittura, i 25 anni di ritrovamenti di scheletri millenari a Marina Di Arbus. Tra questi, lo scheletro più antico ritrovato in Sardegna grazie alla Prof.ssa Rita Melis (Scienze della Terra – Università di Cagliari): venuto alla luce nel 2011 nei pressi della spiaggia di Costa Verde, è stato chiamato ‘’Amsicora’’ e risale addirittura a 9000 anni fa nel periodo tra il Neolitico e Mesolitico.

Sono tutti molto utili a far luce sul passato della nostra amata Isola, su chi fossero i sui primi abitanti e da dove venissero.

L’ultimo ritrovamento fa emergere però anche problematiche di altro genere che avrebbero agevolato la scoperta dello scheletro: le condizioni ambientali delle dune di sabbia di una delle più belle spiagge d’Italia, Chia, che soffre sempre più del fenomeno dell’erosione.

Nonostante la spiaggia sia in costante manutenzione e rinnovamento con soluzioni ecologiche, per evitare che il vento porti via quella sabbia preziosissima, le ultime tempeste hanno però aggravato la situazione.

Fonti: Ansa.it, Sardegnaoggi.it, Unionesarda.it, Lanuovasardegna.it, Sardegnainblog.it

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Cristiana Pinna

Ci sono anch'io! Mi chiamo Cristiana, 34 anni di origini sarde :) ho alle spalle studi classici e linguistici ma quel che anima la mia vita è la curiosità. Sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, da sperimentare e scoprire. Mi piace creare ricette, comporre oggetti e adoro i miti e i misteri. Seguitemi nel mio affascinante mondo !!