Curiosità

L’origine di Mafia, ‘Ndrangheta e Camorra: Osso, Mastrosso e Carcagnosso

Alla base dei fenomeni criminali più longevi e e pericolosi del nostro Paese (mafia, camorra e ‘ndrangheta) c’è una leggenda, la quale ci porta in Spagna nel XV secolo e a un’associazione di matrice criminale chiamata la Garduna, fondata nel 1412, la quale avrebbe svolto la sua attività in Spagna e nelle colonie spagnole del Sudamerica tra la metà del XV e il XIX secolo.

I suoi affiliati dovevano attenersi ad una serie di regole, come l’onore, un codice etico e la religiosità.

Tre fratelli erano tra questi adepti. Si chiamavano Osso, Mastrosso e Carcagnosso, che, per decenni svolsero un’attività criminale contando sulla complicità di uomini del governo, giudici ammnistratori e preti, grazie alle quali poterono agire in totale impunità.

Un giorno un uomo che godeva della protezione della famiglia reale di Spagna violentò la sorella dei tre, i quali si vendicarono uccidendo il colpevole. In questo caso nessuno era nelle condizioni di proteggerli e furono condannati a un lungo periodo di prigionia nell’isola di Favignana, territorio su cui governavano gli aragones, all’interno della fortezza di Santa Caterina.

Per trenta lunghi anni i tre furono rinchiusi in una cella buia e stretta nelle viscere di una montagna ma, durante la prigionia, essi non sprecarono il loro tempo e stabilirono le regole di una nuova associazione segreta.

Uno dedicò la sua opera a Gesù Cristo, il quale può fare quello che vuole dall’alto dei cieli, un altro a  San Michele Arcangelo, che decide ciò che è giusto o è ingiusto, il terzo, invece, a San Pietro, il portatore delle chiavi per aprire tutte le porte. Tutti e tre scrissero regole e discipline cui dovevano sottostare gli adepti usando simboli esoterici, parole chiave e elaborando riti di ammissione e affiliazione. I tre fratelli stabilirono che le leggi di sangue e guerra che avevano elaborato avrebbero consentito ai futuri affiliati delle loro società di crescere e moltiplicarsi.

Quando uscirono dal carcere, i tre decisero di dividere i loro destini: Osso restò in Sicilia e fondò Cosa Nostra, Mastrosso si recò in Calabria dove creò la ‘Ndragheta. Carcagnosso, infine, si fermò in Campania dove diede vita alla Camorra.

Questa è una leggenda ma alla Garduña è dedicato un interessante saggio di Marta Maddalon studiosa di linguistica e sociolinguistica e John Trumper, studioso di glottologia e linguistica generale dal titolo “La costruzione del racconto: la “vera” invenzione della Garduña”, uscito sul numero 69 de La ricerca folclorica.

I due autori partono dalla constatazione che la storia della Garduña è presente “nelle leggende e nei canti popolari della Calabria”. 

Si tratta per lo più di testi che descrivono dettagliatamente l’organizzazione della società; in tutte le narrazioni sulla camorra fiorite dall’ottocento. l’Inquisizione è vista come un’entità reazionaria che si oppone al progresso e che «rappresenta l’eccessivo potere temporale della religione».

La narrazione di un “perverso piano inquisitoriale”, finisce per confluire anche nei codici ‘ndranghetisti: è quanto si evince leggendo il cosiddetto Codice di Pellaro, un manoscritto sequestrato, appunto, nel territorio di Pellaro in data 22 marzo 1934 e intitolato Origine dei tre cavalieri di Spagna. In esso sono contenute le norme relative alla fondazione della Società di Malavita e quelle relative alla gerarchia che regola l’organizzazione degli affiliati.

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Fortunato Vadala

Svolgo la professione di amministratore di condominio, ma sin da piccolo ho avuto la passione per il giornalismo.
Come nella vita, anche in questo campo mi piace percorrere le strade meno battute e, quindi, ricercare notizie, le quali non troverebbero spazio nei mass media tradizionali.