Salute

L’herpes labiale causa il morbo di Alzheimer?

Il comune herpes labiale potrebbe essere correlato ad una delle più temibili forme di demenza senile, il morbo di Alzheimer. Questo perlomeno è quello che emerge da un uovo studio condotto dal Nuffield Department of Clinical Neurosciences, University of Oxford recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Aging Neuroscience. Ma che nesso può esserci tra il banale herpes labiale e una malattia capace di annientare i ricordi, in un lento ma ineluttabile declino cognitivo, qual è il morbo di Alzheimer?

Cos’è l’Herpes Simplex, virus tipo 1?

L’Herpes simplex, virus tipo 1 è tipicamente associato alle infezioni delle labbra, della bocca e del volto. Al momento in cui si raggiunge l’età adulta, la maggior parte degli individui è stata infettata da HSV1. Solo una piccola percentuale viene infettata più in là negli anni. L’infezione iniziale può essere asintomatica o provocare solo un malessere di tipo influenzale, talvolta grave associato ad ulcere in bocca. In seguito il virus rimane latente per tutta la vita nelle cellule del volto, nei nostri neuroni (dove secondo gli scienziati migrerebbe intorno alla mezza età) e nelle cellule immunitarie, riattivandosi e riemergendo in vescicole caratteristiche (febbri erpetiche) nei periodi di stress, o se ci esponiamo per tempi prolungati a fonti di calore o al sole, che compaiono sempre nello stesso punto (di solito le labbra). Raramente l’HSV1 provoca eruzioni sulle dita (patereccio erpetico), eczema erpetico o manifestazioni più gravi.  Decenni di ricerche mostrano una forte correlazione tra il rischio di morbo di Alzheimer e l’infezione da Herpes Simplex Virus tipo 1 (HSV1) in persone portatrici di un gene specifico. I nuovi dati epidemiologici forniscono un nesso causale tra l’infezione da HSV1 e la demenza senile, sollevando l’allettante prospettiva di un trattamento preventivo semplice ed efficace per una delle più costose e tristemente note malattie degenerative.

Qual è la causa del morbo di Alzheimer?

La risposta potrebbe essere proprio sotto il nostro naso, spiega la principale autrice dello studio in questione, la dott.ssa Ruth Itzhaki. Il suo ultimo lavoro illustra una serie di prove che dimostrerebbero che l’Herpes simplex virus di tipo 1, responsabile dell’herpes labiale, possa anche causare l’Alzheimer, offrendo la prospettiva dell’utilizzo di farmaci antivirali capaci di ridurre drasticamente il rischio di demenza senile nei pazienti con gravi infezioni da herpes. La riattivazione del virus nel cervello si verifica a intermittenza, a causa di eventi quali immunosoppressione, infezione periferica e infiammazione. L’accumulo del conseguente danno – azione virale diretta e principali effetti neuroinfiammatori – conduce infine allo sviluppo di demenza senile. La dott.ssa Itzhaki afferma senza esitazione, in un’intervista che appare su Science Daily che:”L’HSV1 potrebbe rappresentare il 50% o più dei casi di morbo di Alzheimer”. Itzhaki aveva già dimostrato in precedenza come l’herpes labiale si verifichi più frequentemente nei portatori di APOE-ε4 una variante genetica che conferisce alla persona la maggiore probabilità di ammalarsi di Alzheimer. “La nostra teoria è che nei portatori di APOE-ε4, la riattivazione sia più frequente o più dannosa nelle cellule cerebrali infette da HSV1, che di conseguenza accumulano danni che culminano nello sviluppo dell’Alzheimer“.

Herpes e demenza senile: stretta correlazione

Pochi paesi raccolgono i dati sulla popolazione richiesti per testare questa teoria, ovvero se i trattamenti antivirali riducano il rischio di demenza. A Taiwan, tuttavia, i ricercatori di Oxford hanno potuto fare proprio questo. Infatti qui il 99,9% della popolazione è iscritto ad un database di ricerca che raccoglie informazioni su infezioni e malattie microbiche. Nel 2017-2018 sono stati pubblicati tre studi che descrivevano i dati di Taiwan sullo sviluppo della demenza senile e il trattamento di pazienti con segni evidenti di infezione da HSV e Herpes zoster (VZV). “I risultati sorprendenti includono la prova che il rischio di demenza senile è molto maggiore in coloro che sono infetti da HSV e che il trattamento antivirale anti-herpes provoca una drastica diminuzione del numero di soggetti gravemente affetti da HSV1 che in seguito svilupperà la demenza“. In precedenza il gruppo di ricerca di Itzhaki aveva già scoperto che l’HSV1 provoca depositi proteici caratteristici dell’Alzheimer: “placche” tra neuroni e “grovigli” all’interno di esse.

Prospettive di cura per il Morbo di Alzheimer

Va sottolineato che i risultati di questi studi a Taiwan si applicano solo alle infezioni gravi da HSV1 (o VZV), che sono rare“, ammette Itzhaki. Tuttavia: “Considerando che oltre 150 pubblicazioni sostengono fortemente un ruolo di HSV1 nell’Alzheimer, queste scoperte a Taiwan giustificano ampiamente l’uso di antivirali anti-herpes che sono sicuri e ben tollerati per trattare il morbo di Alzheimer. Inoltre incentivano lo sviluppo di un vaccino anti-HSV1, che probabilmente sarebbe il trattamento più efficace.” La dott.ssa Itzhaki pur ammettendo la necessità di ulteriori ricerche conclude con quella che è un’innegabile evidenza scientifica: “Il DNA virale si trova molto specificamente all’interno delle placche nel tessuto cerebrale postmortem dei malati di Alzheimer. Le principali proteine ​​di placche e grovigli si accumulano anche nelle colture cellulari infette da HSV1 e i farmaci antivirali potrebbero prevenire questo.”

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Anna Elisa Catanese

Dott.ssa in "Scienze e tecniche erboristiche", ma anche cantante di musica leggera e creatrice di bijoux. Scrivo di salute e benessere a 360°, sul mio blog Benessere e salute: notizie e curiosità e per il sito di Blasting news, per il quale gestisco il canale tematico Corretta alimentazione https://it.blastingnews.com/news/tag/corretta-alimentazione/