Inchieste

La multa, perché a me si e a lui no? E come posso ottenere soddisfazione?

Quante volte vi sarà capitato di ricevere una sanzione che ritenevate ingiusta? E magari in quel caso è venuto naturale pure puntare il dito contro tutti gli altri veicoli che circolavano intorno – chiedendovi se per caso anche loro avessero ricevuto la stessa malasorte? E la rabbia nello scoprire che forse l’unico malcapitato eravate proprio voi.

Sono situazioni all’ordine del giorno, soprattutto in città grandi e caotiche come Roma o Napoli.

In quei casi, come vi siete comportati?

Perché la multa a me e a lui no? Perché multare me, se quello stava facendo di peggio?

I criteri utilizzati dalla polizia locale – comunemente conosciuti come vigili urbani –  spesso risultano a noi incomprensibili. Di fatto,  pensare che l’agente debba conoscere a chi appartiene il veicolo che occupa il posto  in violazione di legge – magari anche solo per 5 minuti o per qualsiasi altra ragione conosciuta solo dal trasgressore – è puramente impossibile. Gli agenti, per quanto attenti ed efficienti, non sono onnipresenti e onniscienti.

Sarebbe impossibile elevare le sanzioni contemporaneamente a tutti, per ragioni logiche di tempo e , quindi se una persona multata pensa di voler far valere le proprie ragioni, non potrebbe comunque appellarsi a momentanee ed eventuali multe mancate verso altri veicoli.

Ma allora, come risolviamo queste controversie? Possiamo dire che il vigile ha commesso omissione d’atti d’ufficio nel sanzionare solo noi e non gli altri veicoli l’hanno scampata?

Innanzitutto precisiamo che motivi per i quali si può ricorrere al verbale ricevuto sono relativi esclusivamente alla nostra violazione – senza chiamare in causa le violazioni dei veicoli circostanti-  e tali motivi vanno espressi nelle opportune sedi di ricorso: ricorrendo al Prefetto o al Giudice di Pace.

Per quanto riguarda i ‘’presunti’’ paladini della giustizia, bisogna chiarire che l’omissione degli atti d’ufficio, non è prevista su violazioni al codice della strada. Quindi se pensiamo di poter denunciare l’agente di polizia stradale perché ha fatto la multa solo a noi e non agli altri, abbiamo sbagliato strada.

Un vigile che non multa, non sta commettendo un’omissione di atto d’ufficio e pertanto non può essere denunciato. Ma perchè?

Il Codice Penale (e alcune specifiche sentenze di Cassazione che ne sono derivate) è necessario a chiarire i nostri dubbi a riguardo.

Art.328 del Codice Penale (Rifiuto d’atti d’Ufficio- omissione) Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta  un atto del suo ufficio  che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblicao di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.

Ad una prima occhiata, sembrerebbe che l’agente debba eseguire indistintamente sanzioni a chiunque violi il codice della strada in quel preciso momento.

Invece il concetto di omissione di atti di ufficio, viene interpretato in maniera diversa dai giudici: infatti per atto di ufficio si intende un ordine o provvedimento dovuto per ragioni di giustizia, ordine e sicurezza pubblica, igiene e sanità volto a rendere più agevole l’attività posta in essere dal Giudice, Pubblico Ministero o Ufficiali di Polizia Giudiziaria. Ad esempio, un eventuale sequestro penale. Concetti che con le semplici soste e fermate dei veicoli  hanno poco a che vedere.

Inoltre le multe per sosta e fermata non sono atti indilazionabili – cioè che devono essere eseguiti prontamente e senza ritardo:  infatti possono essere elevate anche in un successivo momento.

Quindi né il tipo di atto (atto di ufficio), né la sua caratteristica (l’essere emesso subito)  possono essere riferiti all’attività sanzionatoria del codice della strada.

In conclusione,  il vigile non può essere denunciato se eleva la sanzione solo a noi – tralasciando di sanzionare anche il veicolo affianco, sebbene anch’esso stesse commettendo la stessa violazione. Pertanto invece di guardare le condotte altrui, sarebbe più opportuno evitare di trovarsi in difetto.

Fonti

www.brocardi.it

www.laleggepertutti.it

www.sentenze-cassazione.com

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Cristiana Pinna

Ci sono anch'io! Mi chiamo Cristiana, 34 anni di origini sarde :) ho alle spalle studi classici e linguistici ma quel che anima la mia vita è la curiosità. Sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, da sperimentare e scoprire. Mi piace creare ricette, comporre oggetti e adoro i miti e i misteri. Seguitemi nel mio affascinante mondo !!

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