Cronaca

La Cannabis Sativa a ruba: le difficoltà degli agricoltori tra vuoto normativo e furti

Si registrano sempre più furti all’interno delle piantagioni legali di canapa sativa. Piccoli malviventi o strategia organizzata dalle mafie?

È il nuovo business del secolo o si tratta di una nuova bolla di sapone, destinata a scomparire tra pochi mesi?

Sta di fatto che sta creando non pochi problemi a chi cerca di avviare un’attività in merito. Si tratta della cannabis light, la “marijuana” legale coltivata dagli agricoltori italiani. Questi ultimi devono attenersi a certe regole per non incorrere in sanzioni da parte delle forze dell’ordine. Gli agricoltori devono infatti piantare soltanto certe varietà, certificate, di cannabis, contenute all’interno del registro europeo delle sementi.

I carabinieri potrebbero poi sequestrare la merce nel caso l’inflorescenza superi la soglia limite imposta per legge di 0,6% di THC, il principio attivo della cannabis. Oltre ai controlli, agli escamotages per vendere le infiorescenze (i fiori vengono infatti venduti ad uso tecnico, non essendo possibile, per la legge italiana utilizzarli a scopo alimentare o altro), al vuoto normativo quasi del tutto deregolamentato in cui agiscono gli agricoltori, uno degli altri problemi a cui si va incontro intraprendendo tale attività sono i furti, che si registrano sempre più frequentemente in tutta Italia.

L’ultimo, in ordine temporale, è quello avvenuto nel Comune di Mandello del Lario, in provincia di Lecco. I ladri hanno asportato da un terreno facente parte di un agriturismo 16 piante di canapa. Nel terreno c’era la presenza di altre colture “innovative”. Probabilmente i malviventi pensavano di ricavare droga dalle piante.

Un altro episodio del genere si è verificato a Tortolì, un Comune in provincia di Nuoro. Anche in questo caso i ladri si sono introdotti in un’azienda agricola, in possesso di tutti i permessi necessari per coltivare canapa sativa, ed hanno prelevato indebitamente 70 inflorescenze di cannabis.

Innumerevoli sono poi i furti denunciati dagli agricoltori sul gruppo Facebook “Canapa Sativa Italia”. Il gruppo, nato per dare sostegno, scambiare opinioni ed informazioni utili a chi cerca di intraprendere e dare di nuovo vita ad una coltura che eccelleva in Italia (fino agli anni Cinquanta il Belpaese era primo produttore mondiale per qualità), raccoglie infatti anche delle denunce e dei video fatti dagli stessi agricoltori, che mostrano il totale disboscamento delle piantagioni ad opera di ignoti.

La canapa, oltre che per uso tecnico, ha innumerevoli altri utilizzi. Viene infatti usata per preparare infusi o tisane rilassanti, oli e farine alimentari, corde e tessuti, oltre a costituire la materia prima per mattoni e materiale di bioedilizia.

I furti del materiale sono però, forse, legati al possibile uso ludico delle infiorescenze. Forse i malviventi pensano si tratti di canapa indica, la “cugina orientale” della sativa, da cui, appunto, si estraggono le sostanze con i maggiori livelli di THC.

È, però, lecito supporre si possa anche trattare di strategie organizzate dalla malavita organizzata.

Le infiorescenze infatti, pur contenendo poco principio attivo “che sballa” vengono utilizzate comunque, nella realtà, per uso ludico, inalandole o fumandole. Potrebbero quindi essere un sostitutivo alla cannabis illegale, che circola nel mercato nero, i cui proventi vanno ad ingrossare le tasche della malavita organizzata.

In passato si sono verificati anche degli incendi di grownshop da parte di piccoli spacciatori locali, in varie zone d’Italia.

L’ipotesi è che il mercato della canapa legale possa dar fastidio alle mafie, contribuendo alla riduzione del mercato delle infiorescenze illegali. Soltanto ulteriori sviluppi delle indagini da parte delle forze dell’ordine potranno contribuire a corroborare queste ipotesi.


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Marco Rota

Laureato in Sociologia con una tesi sperimentale in metodologia delle scienze sociali, ha lavorato come editor ed articolista per blog, riviste, giornali online. Ha pubblicato un libro di racconti distribuito da Feltrinelli. Ha una passione per i video ed il reportage video, oltre che per la fotografia. Legge, cerca sempre di essere "sul pezzo" anche se a volte la realtà può sembrare multiforme e sfaccettata, sempre più complessa di quello che appare. Ama Lisbona, per la sua carica vitale e multiforme, avamposto di meticciato polifonico culturale.