Il gatto persiano: Origini, tipologia, descrizione, caratteristiche e curiosità

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gatto persiano

Tra le caratteristiche più apprezzate del gatto persiano troviamo la tipologia di pelo, lungo e che al tatto risulta molto morbido e setoso, e con svariati colori che contano ben duecento combinazioni. Il gatto persiano è il risultato di diversi incroci tra gatti a pelo lungo tra cui troviamo l’Angora Turco.

Origini e tipologia

Il gatto persiano è originario dell’Asia minore e i primi esemplari furono portati in Europa nel 1626 da Pietro Della Valle che si innamorò di loro.

Inizialmente alla razza fu dato il nome di gatto d’angora o gatto francese, successivamente dall’Iran venne importata una varietà di gatti più piccoli, tarchiati e col pelo lungo da cui nacque la razza persiana che conosciamo oggi.

Le storie narrano che nelle carovane che attraversavano il deserto, diretti dalla Persia all’Iran, nascosto tra i carichi di spezie e altri oggetti, ci fosse un carico di gatti dal manto lungo. Il gatto persiano divenne subito molto apprezzato nell’età vittoriana sopratutto nelle famiglie reali, come nel caso della regina Vittoria che ne possedeva diversi esemplari di colore blu.

Il gatto persiano riuscì facilmente a diffondersi per le sue caratteristiche sia in Europa che negli Stati Uniti.

Nel 1871 fu organizzata, dall’inglese Harrison Weir, la prima grande esposizione felina, dove il gatto persiano ricevette molti riconoscimenti, dando vita così ai primi progetti di selezione. Il gatto persiano ebbe la prima redazione di standard nel 1889, a cui nel corso degli anni si susseguirono molte modifiche iniziale. Infatti, ebbe una vera e propria selezione all’inizio del XIX secolo, subendo poi vari cambiamenti nel corso del XX e XXI secolo.

La Federeration Internationale Feline (FIFE) ha suddiviso in 3 gruppi il gatto persiano, in base al colore del pelo: Il “persiano bicolore” con 2/3 di colore a tinta unita e 1/3 bianco, il “persiano arlecchino” con 5/6 di manto bianco e 1/6 di un altro colore, e infine il “persiano van” con chiazze di colore solo sulla testa e sulla coda.

Gatto persiano: storia, cura, salute e carattere (FOTO)
Il persiano van.

Descrizione e caratteristiche

Il gatto persiano presenta un corpo massiccio, con zampe corte e tozze, piedi larghi e rotondi. Il suo muso è arrotondato e schiacciato, col naso infossato e con grandi occhi rotondi di varie tonalità, che vanno dall’arancio all’azzurro, dal verde al blu e in alcuni casi eccezionali presentano gli occhi bicolore. Il gatto persiano ha bisogno, a causa del suo lungo pelo, di essere spazzolato quotidianamente, inoltre, a causa della sua copiosa lacrimazione, causata dalla conformazione del naso, necessita di della pulizia degli occhi.

Il persiano maschio è molto più grande delle femmine, e può arrivare a pesare fino a 6,5 kg, mentre le femmine hanno un peso di circa 3.5 kg.

Esistono due diverse varietà di gatto persiano: Il primo è il “normotipo”, detto anche Doll face, è la “vecchia tipologia” e presenta il naso sporgente rispetto agli occhi, e quello “ipertipico” in cui le caratteristiche del tipico gatto persiano, come ad esempio il muso schiacciato, sono molto esasperate e possono essere potenzialmente pericolose per la salute del gatto.

Il gatto persiano tendenzialmente è un gatto pigro, dolce e pacifico, ama molto la sedentarietà e non è molto propenso al gioco e per questo ogni tanto sarebbe opportuno stimolarlo. Potrebbe apparire un gatto che non da molta confidenza, in realtà sa essere molto affettuoso, è adatto alla compagnia e sopratutto è molto fedele. Non hanno bisogno di grandi spazi, visto che passano la maggior parte della giornata spostandosi flemmaticamente da una stanza all’altra, e dormendo su ogni divano o poltrona presenti in casa.

Il gatto persiano presenta ben duecento colorazioni che si dividono per pezzatura e disegni, di cui i colori principali sono: tutti i colori a tinta unita chiamati tabby, il chinchillà, il parti-colour, il colourpoint, il bicolore e lo smoke.

Oltre al persiano classico ne esistono altri due tipologie che sono l’himalayano, dalla colorazione “pointed” simile al siamese, e l’exotic shorthair dal pelo corto, ma con le stesse caratteristiche e colorazioni solo con un carattere più vivace.

Gatto Exotic Shorthair: il persiano a pelo corto | Holidog Times
Il persiano exotic shorthair.

Curiosità

Il gatto persiano è il felino con il pedigree più registrato al mondo e ad oggi ne esistono ben 13 tipologie differenti.

I gatti persiani non mangiano mai pane e pasta, invece amano molto le verdure bollite come carote, spinaci, asparagi e zucchine, gradiscono molto il riso mischiato alla carne, che comunque, deve essere presente nel piatto in quantità superiore del cereale. L’acqua nella ciotola va cambiata molto spesso, e se quella del rubinetto è troppo calcarea, sarebbe indicato preferire quella in bottiglia.

Il pelo di un persiano adulto, suo punto indiscutibile di forza, arriva a misurare anche 15/20 centimetri di lunghezza e, per mantenerlo in perfetta forma, ha bisogno di essere spesso lavato, almeno una volta ogni 2 mesi. Inoltre, è bene abituarlo fin da piccolo a bagnetti frequenti, in questo modo si eviteranno problemi da adulto.

Il persiano è un gatto tardivo, infatti la femmina raggiunge la maturità sessuale in genere dopo i 10 mesi, mentre il maschio dopo l’anno. Sono felini che non fanno mai cucciolate troppo numerose, di solito partoriscono solo 2 o 3 gattini alla volta.