Curiosità

Il futuro dell’alimentazione dei motori auto? Si chiama birra!

Arriva dagli Stati Uniti un sistema per riconvertire gli scarti della lavorazione della birra in carburante per auto

La notizia è di qualche tempo fa ma non smette di sorprendere. La birra, bevanda appezzata in tutto il mondo per la sua fragranza, usata per lo più in occasioni conviviali e di festa, potrà diventare un carburante. Ad annunciarlo è stata la Sierra Nevada, nota casa produttrice di birra negli Stati Uniti.

L’azienda ha acquistato un dispositivo chiamato MicroFueler, capace di trasformare gli scarti della fermentazione della birra in etanolo. Il dispositivo è prodotto dalla E-Fuel Corporation ed ha il costo di circa 10mila dollari. Un prezzo non proprio abbordabile per le tasche di un cittadino comune, alla portata di tutti se invece parliamo di grandi aziende. Tanto più che la stessa Sierra Nevada ha pensato di alimentare i propri veicoli proprio con l’etanolo prodotto con tale sistema. In un secondo momento l’azienda ha in mente di donare il carburante ai propri dipendenti ed in ultima analisi di distribuire l’etanolo tramite i canali di distribuzione di E-Fuel. Insomma il business sembra essere solo all’inizio, ma sembra avere tutte le premesse per diventare un proficuo investimento.

Il MicroFueler produce etanolo dalla fermentazione di zuccheri e dai restanti elementi che compongono la base chimica degli scarti della lavorazione della birra. Prende come base di produzione quindi il prodotto di scarto della birra, cioè, tutto ciò che rimane dopo ogni ciclo di produzione e fermentazione.

Si stima che annualmente la Sierra Nevada produca 1,6 milioni di galloni di “fondi di barile”, birra di scarto che attualmente viene venduta ai contadini come prodotto per la concimazione dei terreni. Il MicroFueler permetterà quindi un nuovo impiego dello scarto che, da sostanza utilizzata come fertilizzante per le sue proprietà compostanti, utile per rendere più proficue le colture nei campi, vedrà nuova vita nell’alimentazione di veicoli a motore.

Il processo, però, presenta anche i suoi lati “oscuri”. Attualmente infatti l’etanolo non sembra essere un efficace sostituto della benzina: produce minore energia, è abbastanza corrosivo per i motori e si mescola facilmente all’acqua. Per questo i ricercatori dell’University of Bristol’s School of Chemistry, da anni stanno cercando di mettere a punto un sistema che trasformi l’etanolo in butanolo.

I ricercatori hanno già dimostrato la possibilità di ottenere del butanolo dall’etanolo puro in laboratorio. L’etanolo, anche se mescolato ad acqua ed altre sostanze, è contenuto all’interno della birra e di altre sostanze alcoliche. La sfida da raccogliere per i prossimi anni, da parte del team di ricerca di Bristol, è proprio quella di ottenere del butanolo su ampia scala, utilizzando quei “brodi di fermentazione” che provengono dal processo di produzione degli alcolici. E tra tutte le bevande alcoliche in circolazione sembra proprio la birra quella più adatta allo scopo.

Non ci resta altro da aggiungere, forse in modo un po’ scontato, che il futuro dei motori a scoppio è un viaggio a tutta birra!

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Marco Rota

Laureato in Sociologia con una tesi sperimentale in metodologia delle scienze sociali, ha lavorato come editor ed articolista per blog, riviste, giornali online. Ha pubblicato un libro di racconti distribuito da Feltrinelli. Ha una passione per i video ed il reportage video, oltre che per la fotografia. Legge, cerca sempre di essere "sul pezzo" anche se a volte la realtà può sembrare multiforme e sfaccettata, sempre più complessa di quello che appare. Ama Lisbona, per la sua carica vitale e multiforme, avamposto di meticciato polifonico culturale.