cani colpevoli

I cani hanno evoluto gli occhi da cucciolo per intenerire gli umani

Conosciamo tutti quello sguardo. Quegli occhioni grandi e costernati, la fronte aggrottata, l’espressione tristissima. Ce n’è abbastanza per sciogliere il cuore di chiunque e spingerlo ad estrarre un biscotto dalla scatola.

I cani sono bravissimi a assumere quelle espressioni che stimolano la nostra tenerezza e oggi sappiamo che, probabilmente, è proprio a noi che devono questa capacità espressiva.

Secondo una nuova ricerca pubblicata sulla rivista PNAS, il fascino degli occhi da cucciolo potrebbe essere un prodotto dell’addomesticamento, acquisito come un lignaggio dai primi cani separati dai lupi.

I lupi, infatti, mancano dell’anatomia facciale necessaria per sollevare le sopracciglia interne, mentre i cani possiedono alcuni muscoli che, quando messi in uso, fanno assomigliare le loro espressioni alle nostre, qualcosa che potrebbe aver suscitato l’interesse dei primi umani che stavano imparando l’utilità ed i vantaggi della convivenza con i cani.

I risultati di questo studio suggeriscono che, mentre diventavano i nostri compagni più stretti, i cani potrebbero aver sviluppato un modo per sfruttare, o almeno imitare, un principio fondamentale della comunicazione umana: il contatto visivo.

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È difficile rimanere arrabbiati con uncane che ti guarda così. – Credito di immagine: RalchevDesign, iStock

Il contatto visivo è fondamentale per le capacità comunicative umane“, afferma Aleah Bowie, psicologo presso la Duke University, che non era coinvolto nello studio. “Quindi ha senso che mentre selezionavano i cani primitivi da inserire nelle loro comunità, i nostri antenati siano stati colpiti da quelli più capaci di imitare l’espressività umana“.

In altre parole, il potere degli occhi del cucciolo di cane è radicato in modo non troppo sottile in un po’ di egocentrismo: gli occhi ampi ed espressivi dei cani ci richiamano quelli dei bambini umani o di una persona sull’orlo delle lacrime – estremi emotivi di noi stessi.

Certo, i canili non esistevano migliaia di anni fa, quando i nostri antenati hanno cominciato ad inserire nei loro gruppi familiari un sottoinsieme di lupi insolitamente amichevole e utile per dare l’allarme in caso di avvicinamento di animali o estranei pericolosi. Probabilmente un processo simile ha cominciato a verificarsi fin dai primi giorni dell’addomesticamento: gravitando verso canidi più amichevoli, gli umani potrebbero aver inavvertitamente rimodellato un’intera stirpe, alterandone i tratti sia fisici che psicologici.

In tal caso, ci si potrebbe aspettare che i lupi mostrino meno abilità con gli occhi da cucciolo o addirittura che manchino alcuni degli accessori anatomici necessari per manovrare le sopracciglia.

Per mettere alla prova questa teoria, un team di ricercatori guidato da Juliane Kaminski e Bridget Waller, entrambi psicologi dell’università di Portsmouth nel Regno Unito, ha confrontato i muscoli facciali di sei mutanti moderni e quattro lupi grigi, uno stand-in per l’antenato selvaggio da tempo scomparso dei cani domestici. Sebbene i volti delle due specie siano quasi identici, quasi tutti i cani testati possiedono due muscoli extra intorno agli occhi che li aiutano ad alzare le sopracciglia e tirare le palpebre in determinate direzioni, entrambi movimenti che, scientificamente parlando, sono adorabili.

Vedere questo tipo di cambiamento dei tessuti molli nel periodo di [addomesticamento del cane] è notevole“, dice Waller. I lupi, tuttavia, non sono una “lavagna completamente vuota“, aggiunge. Mentre i lupi non hanno muscoli completamente sviluppati, al loro posto esistono poche fibre muscolari sparse – quel tanto che basta per permettere all’evoluzione di cogliere l’occasione rendendoli “più grandi, più uniformi e più stabili nei cani“.

I tessuti molli come i muscoli non si fossilizzano bene e un confronto tra due specie moderne è solo un’approssimazione, non essendo possibile verificare questa teoria su fossili. Lo studio, però, presenta un allettante suggerimento di come questi muscoli possano essere cresciuti nel tempo. Solo una delle razze di cane analizzata manca di uno dei due muscoli oculari critici: il Siberian Husky, che è più strettamente legato ai lupi rispetto alla maggior parte delle altre razze canine. “Questo è indicativo di [uno stadio intermedio], ma dobbiamo analizzare altre razze su cui sia possibile verificare l’esistenza di altri step intermedi nello sviluppo di questi muscoli“, afferma Waller.

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La maggior parte dei cani sembra possedere due muscoli che mancano ai lupi: il muscolo elevatore anguli oculi medial (LAOM) e il retrattore anguli oculi laterali (RAOL). La coppia aiuta i cani a muovere le sopracciglia e le palpebre. Credito di immagine: Juliane Kaminski et al., PNAS, 2019

Per completare le loro scoperte anatomiche, i ricercatori hanno successivamente filmato 27 cani in un canile e nove lupi in cattività per due minuti mentre uno sconosciuto gli si avvicinava.

Come previsto, i cani hanno alzato le sopracciglia interne più spesso e si sono mostrati in grado di produrre movimenti più esagerati con gli occhi rispetto ai lupi.

È davvero emozionante vedere uno studio che esplora la connessione tra anatomia e comportamento“, afferma Gitanjali Gnanadesikan, un biologo cognitivo che studia l’addomesticamento dei cani all’Università dell’Arizona e che non è stato coinvolto nello studio. “Nel processo di addomesticamento, entrambi sono cambiati in modo straordinario … e molti di questi cambiamenti si intrecciano. Cercare di capire come questi diversi pezzi si incastrano è estremamente importante“.

Gnanadesikan ammonisce, tuttavia, che per quanto siano sorprendenti i risultati, sollevano “altrettante domande di quelle a cui rispondono … Non sappiamo ancora se questi sguardi contengono informazioni e se i cani stanno intenzionalmente cercando di comunicare con noi”.

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I lupi possono contrarre le sopracciglia, ma quei movimenti non sono nulla in confronto agli sguardi strazianti di cui sono capaci i cani. Credito di immagine: Nastasic, iStock

Capire questo richiederà ulteriori studi su come questi sguardi strazianti vengono usati nei diversi contesti. Gli sguardi dei cani sono molto efficaci a colpirci ma è importante non attribuire troppo ai nostri compagni canini.

Tuttavia, lo studio sottolinea l’importanza delle espressioni facciali nella comunicazione, afferma Waller. Sembra ovvio. Tuttavia, è degno di nota, dice, quanto la propensione degli esseri umani all’emozione abbia plasmato le nostre interazioni, sia con la nostra stessa specie che con le altre.

Potrebbe non essere stato intenzionale da parte nostra o loro. Ad ogni modo, gli occhi espressivi di questi cagnolini ci condizionano, come ben sa chiunque abbia mai dato qualche bocconcino dal proprio piatto ai cani sotto il tavolo o abbia perdonato il massacro di una scarpa sfortunata.

I cani sono furbi.