Curiosità

Halloween? No, per noi il 31 Ottobre è Samhain, il Capodanno Celtico.

Oggi conosciamo il 31 ottobre come la data in cui si festeggia Halloween: travestimenti mostruosi, film horror, bambini in giro per le case e il ”dolcetto o scherzetto”. Una festa per certi versi molto commerciale, ormai quasi integrata completamente nella società italiana.

Ma per i nostri antenati indoeuropei  in corrispondenza di questa data si celebrava Samhain, il Capodanno celtico. Era un momento molto importante, colmo di spiritualità che rappresentava un ponte, un momento di passaggio essenziale nella vita del popolo dei Celti. Era simbolo della fine, ma anche dell’inizio. Così diverso dal nostro capodanno che dobbiamo considerare il contesto storico culturale dell’epoca per capire di cosa si trattava.

Un po’ di storia I Celti erano un unione di popoli di antica origine indoeuropea che nel IV-III secolo a.C., durante il loro periodo più fiorente, si staziarono in Europa occidentale, soprattutto in Irlanda, nelle Isole Britanniche, in parte dell’antica Gallia e nell’Italia settentrionale.

Il loro destino fu crudele: nell’europa continentale vennero sottomessi prima dai germani e, successivamente, completamente assoggettati e annientati culturalmente in modo pressoché completo dai romani che, dal II sec. a.C., cominciarono ad espandere i propri territori, giungendo fino alle isole britanniche. La loro cultura giunse inevitabilmente al tramonto, ma qualche aspetto venne assimilato.

I Celti erano una tribù di guerrieri, molto avanzata e con una struttura gerarchico-familiare ben salda. Vivevano di agricoltura, allevamento, caccia e praticavano anche razzie e saccheggi. Ogni tribù aveva un re e un druido, una sorta di guida spirituale e sociale che aveva grande valore nell’organizzazione della società. Avevano una scrittura alfabetica (le Rune), incisa su legno o pietra, usata inizialmente con valore mistico. Le rune erano usate per predire il futuro e si credeva avessero un valore soprannaturale.

Il Capodanno: La parola Samhain, in irlandese antico significa ‘’fine dell’estate’’: secondo il calendario celtico, la notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre era appunto la fine dell’anno (inteso come anno stagionale). Per un popolo che viveva di agricoltura e pastorizia, questo momento di passaggio era di fondamentale importanza: il periodo della terra fertile finiva per lasciar spazio al freddo dell’inverno. Finiva un ciclo e ne iniziava un altro.

Finita l’estate, la terra si riposava, le greggi venivano fatte scendere dalle montagne e arrivava  il momento di raccogliere il cibo per prepararsi ai mesi gelidi. I contadini festeggiavano la ‘’morte dell’estate’’ e lo facevano mascherati con pelli di animali davanti a un bel falò. Si raccontavano storie mitiche e di mistero, soprattutto nelle regioni dell’Irlanda e della Scozia, dove tuttora sono presenti nella tradizione popolaremolte atichissime leggende. Era un modo per esorcizzare la morte e la fine di un bel periodo florido per la terra che ora aveva bisogno di rinnovarsi.

In questa notte magica, si apriva un portale che faceva da ponte per il passaggio tra un mondo e l’altro: quello dei vivi e quello dei morti. Diventava così un momento pieno di spiritualità, in cui il regno terreno poteva mettersi in contatto con l’aldilà. In questa notte, si poteva esplorare la dimensione più profonda senza i limiti spazio temporali. Questo era il momento giusto per stabilire una connessione con l’aldilà.

Cosa è rimasto del Samhain: in Italia in particolare, soprattutto dopo l’affermazione del cristianesimo che non aveva tolleranza per idee spirituali diverse e man mano che i popoli celti furono cristianizzati e assimilati, anche i loro rituali si andarono offuscando, mescolandosi e lasciando posto alle festività cristiane.

In realtà, molte feste religiose derivano da antiche usanze pagane. Infatti queste consuetudini erano ormai così radicate che spesso e volentieri sono state integrate nella cristianità, anche per rendere più facile da accettare l’evangelizzazione. Potrebbe esserci quindi un collegamento tra il Capodanno celtico e la nostra festa dei morti.  Secondo il nostro calendario,  il 1° novembre ricorre la festa di Ognissanti, istituita nel periodo di Carlo Magno, seguita dalla Commemorazione dei Defunti (la festa dei morti).

Curiosità: soprattutto nelle campagne del nord, i contadini si sono tramandati alcune delle antiche usanze che vengono ancora praticate, magari inconsapevolmente. Il Samhain oggi rivive nella religione Wicca, nel Celtismo e in varie manifestazioni folcloristiche. Possiamo quindi anche noi immergerci in quella magica atmosfera partecipando alle sue rievocazioni. Tra le più famose:

  • Riolo Terme con i riti sacri del fuoco, uno spettacolo a tema e menu speciali. Info e biglietti 
  • Busto Arsizio con danze irlandesi, il Grande Fuoco e stand artigianali. Info e biglietti

Fonti e per approfondire: www.trigallia.comwww.irlandando.itwww.umsoi.orgwww.storiamito.itwww.eupedia.com

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Cristiana Pinna

Ci sono anch'io! Mi chiamo Cristiana, 34 anni di origini sarde :) ho alle spalle studi classici e linguistici ma quel che anima la mia vita è la curiosità. Sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, da sperimentare e scoprire. Mi piace creare ricette, comporre oggetti e adoro i miti e i misteri. Seguitemi nel mio affascinante mondo!

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  1. […] i Celti: Abbiamo già parlato della popolazione indoeuropea dei Celti, in occasione del Samhain il capodanno celtico. Una popolazione affascinante, piena di spiritualità che ha posto le basi […]

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