Grazie alla Leidaa molti cuccioli abbandonati a causa della pandemia da Covid19 hanno ricevuto sostentamento

Molti animali domestici, come le persone, stanno subendo le ripercussioni della pandemia. Fortunatamente, grazie all'intervento dei volontari della Leidaa, molte storie hanno potuto avere un lieto fine

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Gli animali domestici, come le persone, stanno subendo ripercussioni a causa del dilagare della pandemia, situazione che a molti ha causato la perdita dei loro proprietari e la conseguente impossibilità di essere accuditi.

Fortunatamente, dall’inizio della pandemia un’associazione, la Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, la Leidaa, è entrata in azione con una vera e propria unità di crisi, per riuscire ad accudire gli animali rimasti soli a causa del ricovero dei loro proprietari.

Infatti, molti pet a causa del coronavirus si sono ritrovati soli e non accuditi, responsabili i ricoveri in ospedale o in quarantena sanitaria dei proprietari, che sono rimasti bloccati all’interno di strutture sanitarie o chiusi nelle loro abitazioni senza poter uscire. La pandemia ha portato a non poter effettuare passeggiate o visite veterinarie agli animali, o nei casi peggiori, a non avere né cibo né acqua.

Grazie all’intervento dei volontari, presenti in due diverse sedi della Leidaa, molti scenari disperati sono stati scongiurati. Infatti, l’associazione ha creato una vera e propria “unità di crisi” rivolta agli animali e ai loro proprietari costretti ad assenze forzate, che in alcuni casi erano molto preoccupati per la sorte dei loro amici a quattro zampe rimasti soli.

I volontari che hanno preso parte all’iniziativa erano pienamente coscienti anche di tutti i rischi in cui potevano incorrere, ciò nonostante, si sono presi cura momentaneamente degli animali che, in modo indiretto, soffrivano a causa del coronavirus.

Adesso andremo a vedere alcuni delle storie che sono state raccontate dai volontari che sono intervenuti in aiuto degli animali.

La LEIDAA ha dichiarato: ”Abbiamo ricevuto ben oltre 6 mila telefonate a causa dell’emergenza covid19; una media di 200 chiamate al giorno”.

Fra le tante storie che i volontari hanno vissuto, sono state raccontate le vicissitudini di Cagliostro, un micione nero di proprietà di una signora di Cesano Boscone, ricoverata in ospedale per il coronavirus. La proprietaria del gatto, prima che venisse ricoverata in ospedale, aveva chiuso il suo gatto in casa e l’animale rischiava di morire. Una delle volontarie ha potuto recuperare le chiavi dell’abitazione recandosi in ospedale, e si è potuta occupare due volte al giorno di Cagliostro.

Un altra storia arriva dal volontario Luca da Lainate in provincia di Milano, che si è preso cura di Bongo, un bulldog francese di 7 anni, che aveva il padroncino in quarantena, e poi c’è Claudia che a Cusano Milanino ha portato a passeggio Emily, una piccola cagnolina di 5 anni di una signora in isolamento.

I volontari sono andati in soccorso anche del gatto Tommy che è stato preso in carico da Bruno, e di Luna, una cagnolina di 16 anni che purtroppo è stata abbandonata dal proprietario e salvata da Oriana, che l’ha prelevata e fatta operare alla bocca dove aveva un tumore. L’associazione ha risposto a molte telefonate in cui venivano richieste varie informazioni e risolto svariati problemi di spostamento degli animali.

L’associazione è stata aiutata anche grazie alle molte donazioni arrivate dalle persone, che con spirito caritatevole hanno devoluto quello che potevano in loro favore. Tutte storie raccontate evidenziano lo spirito d’intervento di molte persone, che con gran cuore hanno collaborato con il loro tempo e i mezzi a disposizione, per risolvere i problemi creati dalla pandemia agli animali domestici.