Commenti sul Trono di Spade, prima puntata: il destino di Jon Snow era già scritto

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Il destino di Jon Snow era segnato fin dall’inizio.

la svolta che avrebbe preso Daenerys era scritta ed inevitabile, ma la tragica scelta di Jon? Weiss e Benioff si sono prese delle libertà crudeli sulle idee di Martin? No, anche il destino di Jon era già stato predetto. Profezie, sogni e molto altro, Jon Snow è destinato a compiere un destino altrettanto macabro anche nel racconto di Martin, ammesso che pubblichi mai gli ultimi due libri.

I lettori del libro, infatti, avevano predetto che Jon avrebbe dovuto uccidere Daenerys prima della conclusione della saga, anche se la maggior parte sospettava che l’esecuzione sarebbe avvenuta per una motivazione completamente diversa. Prima che Arya affondasse il suo pugnale nel Re della Notte e lo distruggesse nel modo inopinato che abbiamo visto, i lettori ed i cultori della serie pensavano che sicuramente sarebbe stato Jon il personaggio gravato da un grande destino eroico e che sarebbe stato lui a sferrare il colpo decisivo, sconfiggendo cosi l’Esercito dei Morti. Qualcuno immaginava il secondo avvento di una figura eroica della tradizione di Westeros, Azor Ahai, il Principe che stava arrivando, ma apparteneva solo alle pagine della novella di Martin, non aveva avuto nessuna citazione nella serie.

A nessuno dei due era stato chiesto di interpretare quei ruoli, ma i lettori cercavano il potenziale di ciò che poteva essere nei testi dei libri. È qui che entra in gioco uno dei sogni più inquietanti di Jon, nel libro “A Dance with Dragons”, dove Jon sogna di dover uccidere alcuni volti familiari che lo minacciano:

“Ha ucciso un ragazzo magro e senza barba, un gigante, un uomo magro con i denti storti, una ragazza con i capelli rossi folti. Troppo tardi ha riconosciuto Ygritte. Era sparita in fretta come era apparsa. Il mondo si dissolse in una nebbia rossa. Jon pugnalò, tagliò e tagliò. Ha distrutto Donal Noye e sventrato il sordo Dick Follard. Qhorin Halfhand inciampò in ginocchio, cercando invano di fermare il flusso di sangue dal suo collo. “Io sono il Signore di Grande Inverno”, gridò Jon. In quel momento si trovò Robb davanti a lui, con i capelli bagnati di neve che si scioglieva. Longclaw gli aveva tagliato la testa.”

In molti sogni si sente una canzone di ghiaccio e fuoco, una cosa che servirà a molte cose nell’arco narrativo, tra i quali il diffondersi sul senso di colpa di Jon nel combattere i suoi amici, i bruti, nella battaglia per Castle Black. Potrebbe non essere stato lui ad uccidere Ygritte in quella battaglia, ma se ne è preso completamente la colpa. Questo sogno riguarda anche il senso di colpa di Jon per la sua gelosia nei confronti di Robb come erede di Ned. Nei libri, come nella serie, Jon ama suo fratello, ma vorrebbe anche prenderne il posto. Robb era morto da tempo quando Jon fece questo sogno ma il suo senso di colpa era ancora ben vivo in lui.

Nonostante le interpretazioni freudiane del sogno di Jon, resta il fatto che il ragazzo è ossessionato dall’idea di dover uccidere quelli che ama di più. È una scelta che Maestro Aemon Targaryen, lontano parente di Jon e mentore del Castello Nero, gli ha prospettato fin dall’inizio sia nei libri che negli episodi. A proposito del voto di castità dei Guardiani della Notte, nel romanzo, Aemon dice: “Jon, ti sei mai chiesto perché i Guardiani della Notte non prendono moglie e non hanno figli? Quindi non ameranno? Perché l’amore è la rovina dell’onore, la morte del dovere.” Jon ripeterà quella frase a Tyrion nel finale della serie.

“Cos’è l’onore rispetto all’amore di una donna? Cos’è il dovere in confronto alla sensazione di un figlio neonato tra le tue braccia… O il ricordo del sorriso di un fratello? Vento e parole. Siamo solo umani, e gli dei ci hanno plasmato per amore. Questa è la nostra grande gloria e la nostra grande tragedia “. Non è difficile immaginare, dato questo pensiero, che un giorno Jon avrebbe dovuto scegliere tra il suo onore e il dovere nei confronti di qualcuno che ama.

Quel giorno alla fine è arrivato.

L’ultimo esempio di qualcuno che ha dovuto affrontare, una terribile decisione nei confronti dell’amore e del dovere fu Ned Stark, che ha dovuto mantenere un terribile segreto e mettere il suo onore e la sua reputazione davanti a tutti quelli che amava per proteggere l’identità di Jon e salvargli la vita.

Ned fece la cosa giusta? È un esempio che dovrebbe seguire Jon? Martin non sembra disposto a “legarsi” a questa scelta. Ned è considerato un esempio di virtù, ma la sua rigida definizione dell’onore lo ha reso troppo rigido nel “gioco dei troni” e, alla fine, ha messo a rischio tutta la sua famiglia.

Tuttavia, era chiaro che Jon era destinato a seguire le orme di Ned. Perfino la serie lo rende ripetutamente chiaro, attraverso le ricorrenti esecuzioni. Nell’episodio pilota del Trono di Spade, subito dopo l’intro e la presentazione dei ragazzi Stark, vedemmo Lord Eddard Stark eseguire la giustizia del Nord di fronte al suo pupillo Theon, al figlio bastardo Jon, e ai suoi figli maschi Robb e Bran. Ned decapitò un Guardiano della notte disertore, mostrando ai ragazzi cosa significhi essere uno Stark, un Guardiano del Nord, e un buon capo. “Devi farlo?” chiede Catelyn Stark a Ned, che gli rispose “Ha prestato giuramento” e Ser Rodrik Cassel aggiunge: “La legge è legge, mia signora.”

“Non distogliere lo sguardo”, consigliò Jon a Bran, “nostro padre lo saprà”. Più tardi, Ned si assicurerà che il giovane abbia compreso la lezione fondamentale: L’uomo che commina l’esecuzione deve avere il coraggio di eseguirla. E questa scena che riecheggerà più volte, introduce Ned Stark come un leader buono e forte e si riflette sugli uomini e le donne che continuano a lottare ma non riescono a prendere il suo posto.

Il più grande fallimento, naturalmente, è il povero Theon Greyjoy nella seconda stagione, che crea con l’esecuzione di Ser Rodrik un grave disastro. Sebbene Theon avesse abbastanza orgoglio per usare la spada non voleva uccidere il leale maestro d’armi di Winterfell, ma fu spinto a farlo dagli uomini di ferro, infrangendo un giuramento fatto a Bran, cioè che nessuno a Winterfell si sarebbe fatto male. Senza la legge dalla sua parte o la forza per utilizzare la spada per completare il taglio, Theon si aliena sia gli uomini di ferro che i residenti di Winterfell.

La scena si ripete alcuni episodi dopo nella seconda stagione, quando Robb si trova di fronte a un traditore. Robb, ha la legge dalla sua parte (Lord Karstark ha ucciso due giovani Lannister prigionieri senza il permesso di Robb) ed esegue la sentenza divenendo cosi il risoluto erede di suo padre.

Allo stesso modo, il giovane Jon Snow dimostrò di non essere pronto a raccogliere l’eredità degli Stark, quando si trovò di fronte alla selvaggia Ygritte ma maturerà presto e sarà proprio la sua compassione per i Bruti a renderlo un buon Lord Comandante.

Nella prima stagione Joffrey perderà definitivamente l’amore del suo popolo per molte ragioni, ma la decapitazione di Ned Stark con un pretesto palesemente falso sarà certamente una delle ragioni. In breve, Joffrey è tutto ciò che Ned non è.

Nella quinta stagione ci sarà nuovamente un altra esecuzione. Stavolta sarà Daenerys a stabilire l’esecuzione di Daario ma non eseguirà lei lo sporco lavoro, anzi peggio ancora, sussulterà e distoglierà lo sguardo e Daenerys dimostrerà molte volte di avere il coraggio di comminare la sanzione capitale ma di eseguirla sempre per interposta persona, siano uomini o draghi i suoi esecutori.

Generalmente, Daenerys userà i draghi o i suoi collaboratori principali come sua arma e, nel finale di serie, in un Approdo del Re ridotto ad un cumulo di rovine sarà Verme grigio ad eseguire le sentenze per lei.

Nel frattempo, Jon è stato decisamente l’unico a utilizzare personalmente la spada per eseguire la sentenza capitale contro lo scaltro Janost Slynt…

o contro i Guardiani della Notte che lo hanno pugnalato.

Insomma, l’epilogo del rapporto tra Jon/Aegon e Daenerys è scritto sin dal primo libro o dalla prima puntata. Targaryen o no, Jon ha ricevuto l’educazione da Ned Stark, e il suo senso dell’onore. Danaerys si è messa fuori dalla legge e dalla ragione facendo strage di civili, uomini, donne e bambini, innocenti dopo che la città si era arresa e questa è una piaga che duole profondamente nell’onore di Jon e l’esecuzione della Madre dei draghi non è solo una rievocazione di una delle prime scene della serie, ma è anche simile alla lunga esecuzione di Aerys Targaryen da parte di Jaime Lannister nella sala del trono.

Jon sapeva di non poter decapitare Daenerys, ma sapeva che sarebbe stato lui ad ucciderla, optando per un pugnale al cuore. Come Ned, non salirà sul trono di spade, non avendo interesse nemmeno a farlo, Jon si sacrifica per l’amore e per il dovere. Amore non solo per Daenerys, ma per la sua famiglia e la sua gente, che abbandonerà per andare in esilio.

Sembrerebbe un finale amaro per Jon Snow, e probabilmente lo è per la stragrande maggioranza dei fans della serie ma, non vi è dubbio alcuno che sia proprio il destino che Martin cominciò a seminare per Jon fin dal primo libro, molto tempo fa.

Prossima puntata: sottomissione e riscatto nelle donne del Trono di Spade.