Curiosità

Calabria: in alcuni paesi è ancora usato il greco di Omero

Qualche anno fa venne in Italia mia cugina, la quale abita in Canada a Toronto. Il marito appartenente a uan famiglia proveniente dalla Grecia, insegna la lingua antica, quella di Omero, agli studenti della scuola greca locale

Un pomeriggio feci loro da cicerone e ci recammo a Gallicianò in provincia di Reggio Calabria. Inoltrandoci all’interno della valle dell’Amendolea si discuteva del fatto che il panorama, che si apriva davanti ai nostri occhi fosse molto simile a quello della Grecia, dove erano stati qualche settimana prima.

Arrivati a Gallicianò John, il nome di mio cugino, ha sottolineato il fatto che l’architettura di quel piccolo paese era uguale a quella di molte cittadine della sua madrepatria, ma le sorprese per il ragazzo non erano finite:  la presenza di una chiesa ortodossa al centro del villaggio e l’incontro con una persona anziana, la quale, dopo avere chiesto se fosse di nazionalità greca, ha cominciato a parlare con lui in dialetto intendendosi perfettamente.

Dopo John ha spiegato che con l’anziana ha utilizzato il greco antico, quello che lui insegna a scuola e nel quale sono state scritte capolavori come l’Iliade e l’Odissea, ed era visibilmente commosso perchè non avrebbe mai immaginato di incontrare, un giorno, qualcuno che la usasse come lingua del suo quotidiano.

Nel volume “La Calabria nel 1845 (Relazioni inedite del Presidente della gran Corte civile di Catanzaro e del Procuratore Generale della Gran Corte Criminale di Reggio” G. C. Libetta13, enumera 16 centri “bilingui”.

Per il Circondario di S. Agata in Gallina il Libetta annota: “In Cardeto parlasi un certo greco corrotto ed è il primo paese da questa parte della Provincia dove si parli il greco e l’italiano, ma il primo idioma in questo paese si parla da pochi”.

Nel Circondario di Mèlito lo stesso volume riporta : “In alcuni paesi si parla greco e precisamente in Montebello, Pentedattio, San Lorenzo, e Ghorìo, che come cennai in italiano comporta ‘soborgo’: il tempo però, che tutto consuma, par che vada abolendo questo avanzo di antichità e laddove prima poche persone capivano l’italiano, al presente non vi è alcuno che no ‘l parli in questi paesi».

E, infine, nel Circondario di Bova più isolato e linguisticamente compatto, il Libetta scrive che :”Tutti gli abitanti ab immemorabili parlano il greco di Omero e di Pindaro; di essi appena una terza parte conosce anche l’italiano; le donne, i giovanetti e i campagnoli non parlano che il greco”.

Possiamo solo immaginare l’emozione del turista greco, il quale nel 2000 dopo cristo si mette a discutere con una anziana signora nella lingua classica, che rappresenta la pietra miliare della cultura della sua nazione d’origine.  Un patrimonio culturale, storico e artistico di inestimabile valore  che, purtroppo, pochi ancora conoscoscono.

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Fortunato Vadala

Svolgo la professione di amministratore di condominio, ma sin da piccolo ho avuto la passione per il giornalismo.
Come nella vita, anche in questo campo mi piace percorrere le strade meno battute e, quindi, ricercare notizie, le quali non troverebbero spazio nei mass media tradizionali.