Antibiotico resistenza: scoperta arma nelle spugne da cucina usate

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Le spugne da cucina usate sono un ricettacolo di germi e batteri, il peggiore degli incubi per i malati dell’igiene. Le spugne sono più sporche del più sporco dei bagni pubblici e proprio per le loro caratteristiche di umidità (alta attività dell’acqua) e per la presenza di un substrato nutritivo (residui di cibo e sporco), sono il paradiso per milioni di microscopici, ma insidiosi ospiti. Ma anche in questo ripugnante habitat c’è chi lotta ogni giorno per la propria sopravvivenza e chi intende approfittare di tanta abbondanza per dar seguito alla propria progenie. Sono i batteriofagi o fagi, virus che infettano i batteri, provocandone la morte per lisi, dopo aver sfruttato l’ospite per replicarsi. Una catena alimentare perfetta nel microcosmo (microbioma) rappresentato da ogni singola spugna da cucina usata.

Batteriofagi e lotta all’antibiotico resistenza

Alcuni ricercatori pensano che i batteriofagi presenti nelle spugne possano essere una possibile soluzione al preoccupante problema dell’antibiotico resistenza. L’antibiotico resistenza è il risultato di decenni di usi e abusi di antibiotici sia per curare le infezioni umane che degli animali di cui ci nutriamo o da cui traiamo loro derivati. Gli antibiotici al giorno d’oggi non sono più efficaci su alcuni ceppi batterici, per cui anche una banale infezione, in determinate condizioni, può risultare fatale. Un interessante progetto, iniziato come parte di una classe di ricerca universitaria con sette studenti del New York Institute of Technology (NYIT) a Old Westbury, New York, ha portato alla luce alcune scoperte sui microrganismi che vivono nelle spugne da cucina, recentemente presentate all’ASM Microbe, l’incontro annuale dell’American Society for Microbiology.

I fagi vivono anche nelle spugne da cucina

I fagi sono le particelle biologiche più abbondanti del pianeta e si trovano in genere ovunque risiedano i batteri. Era dunque logico pensare che le spugne da cucina fossero il posto ideale in cui trovarli. Gli studenti della classe di ricerca newyorkese per il loro esperimento hanno isolato i batteri dello loro stesse spugne da cucina usate e poi hanno utilizzato questi batteri come esca per trovare i batteriofagi in grado di attaccarli. Due studenti sono riusciti nel loro intento, isolando i batteriofagi dalle loro spugne da cucina usate: “Il nostro studio illustra il valore della ricerca in qualsiasi ambiente microbico che potrebbe ospitare fagi potenzialmente utili, ha affermato la studentessa Brianna Weiss.

Spugne da cucina: ogni ambiente di ricerca microbico potrebbe ospitare fagi utili

I due ricercatori hanno poi deciso di “scambiarsi” i batteriofagi e vedere se potevano infettare i batteri estratti dall’altra spugna. L’esperimento è riuscito: i fagi estratti da una spugna hanno ucciso anche i batteri isolati dall’altra. “Questo ci ha portato a chiederci se i due ceppi batterici fossero coincidenti, anche se provenivano da due diverse spugne”, spiega Weiss. Ebbene confrontando il DNA dei due ceppi di batteri isolati si è scoperto che erano entrambi appartenenti alla famiglia delle Enterobacteriaceae . Questi batteri sono microbi a forma di bastoncello che si trovano comunemente nelle feci, causa di infezioni intestinali. Anche se i ceppi erano strettamente correlati, eseguendo dei test biochimici si sono evidenziate delle variazioni chimiche tra di essi. Brianna Weiss spiega che: “Queste differenze sono importanti per capire la gamma di batteri che un fago può infettare, fondamentale per determinare la sua capacità di trattare infezioni specifiche resistenti agli antibiotici. “

Utilità della ricerca

La lotta all’antibiotico resistenza deve urgentemente dotarsi di nuove armi alternative agli antibiotici, per non dover un giorno fare i conti con scenari apocalittici che ci riporterebbero indietro di cento anni. Da qui le speranze espresse dal team di ricerca newyorkese: “Continuando il nostro lavoro, speriamo di isolare e caratterizzare più fagi capaci di infettare i batteri provenienti da una varietà di ecosistemi microbici. Alcuni di questi fagi potrebbero essere usati per trattare infezioni batteriche resistenti agli antibiotici.” conclude Weiss.