Ambiente, Cronaca

Amianto killer. 1600 morti solo tra i marittimi

Una notizia allarmante proviene sul fronte dell’amianto.

Le morti causate da questo materiale, sarebbero, soltanto tra i marittimi, 1600. Navi costruite prima che questa fibra diventasse illegale, come i cacciatorpedinieri Audace e Ardito, avrebbero causato la morte di diverso personale di bordo. Il presidente dell’ONA, Osservazione Nazionale Amianto, ha reso note tutte le malattie legate alla fibra killer.

Non solo mesoteliomi, il cancro legato indissolubilmente all’aspirazione di fibre di amianto, ma anche cancro alla laringe ed alla faringe, al colon e asbestosi. Tra i marittimi in particolare sono stati registrati 395 casi di mesotelioma (con decessi al 95%, 40 decessi soltanto in Campania); 800 decessi soltanto a causa del cancro polmonare; 600 casi di altri tipi di tumore, che hanno interessato le vie aeree e gastrointestinali. Tra questi ultimi si sono registrati 300 decessi. Infine 200 casi di asbestosi mortale per almeno cento casi accertati. Una vera e propria strage dunque passata sotto silenzio.

E non è ancora finita, dato che, secondo le previsioni, le morti ed i casi di malattia correlati all’esalazione delle fibre di amianto aumenteranno nel tempo, mostrando il loro picco tra il 2025 ed il 2030. I numeri dei decessi non tiene conto inoltre, dei 298 portuali morti per la stessa causa.  Per questo l’ONA, ha deciso di istituire presso il Comune di Piano di Sorrento, in provincia di Napoli, lo Sportello Amianto, in accordo con il Sindaco, Vincenzo Iaccarino. A prendere l’iniziativa è stato il presidente dell’ONA, Ezio Bonanni, in occasione del convegno “Amianto in navigazione: tutela dei marittimi esposti ad amianto” a Villa Fondi, Piano di Sorrento. Lo scopo del convegno era quello di promuovere i diritti dei lavoratori, in particolari dei marittimi esposti alle poveri di amianto sulle imbarcazioni. Diritti che sono stati negati in modo ingiustificabile.

Il panorama legato all’amianto in Italia rimane comunque desolante. 

Nel Paese sarebbero distribuiti ancora 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto: Il materiale infatti veniva utilizzato, nella maggior parte dei casi, come isolante termico, materiale da coibentazione. Dei 40 milioni di tonnellate sparsi ancora su tutto il territorio nazionale, 33 milioni sono composte da amianto compatto ed 8 milioni da quelle di amianto friabile. Ezio Bonanni ha attraversato, nel suo discorso tutte le problematiche inerenti alla fibra di amianto, rendendo pubblici i dati relativi al rischio correlato. Ha inoltre illustrato lo stato dei diversi procedimenti penali e civili in corso, esponendo la situazione in merito ai risarcimenti. Le persone infatti, avrebbero diritto ad un accredito a causa della loro eventuale malattia per esposizione ad amianto.

La situazione rsta preoccupante. La speranza è che il picco delle malattie legate all’esalazione delle fibre, non si traduca in irreversibili conseguenze per le persone.

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Marco Rota

Laureato in Sociologia con una tesi sperimentale in metodologia delle scienze sociali, ha lavorato come editor ed articolista per blog, riviste, giornali online. Ha pubblicato un libro di racconti distribuito da Feltrinelli. Ha una passione per i video ed il reportage video, oltre che per la fotografia. Legge, cerca sempre di essere "sul pezzo" anche se a volte la realtà può sembrare multiforme e sfaccettata, sempre più complessa di quello che appare. Ama Lisbona, per la sua carica vitale e multiforme, avamposto di meticciato polifonico culturale.