Cronaca, Curiosità

Usa, prostitute in rivolta: Troppe cyborg-colleghe

E’ il mestiere più antico del mondo ma rischia di divenire uno di quelli a più elevato tasso tecnologico. Si tratta della prostituzione. In Usa le donne che la esercitano, stanno ormai cedendo leggermente il passo alle loro colleghe cyborg. Proprio così, le colleghe in carne ed ossa rischiano di essere del tutto rimpiazzate dalle loro colleghe robot. Ad essere complice della situazione, il perfezionamento del “surrogato” sempre più al passo con in tempi, pieno di chips e transistor che lo fanno assomigliare sempre di più alle vere colleghe.

Le escort però hanno già ingaggiato una dura lotta.

Complice un mercato del lavoro, legale nella maggior parte degli Stati Uniti, sempre meno redditizio, le donne in carne ed ossa che esercitano la professione sono sul piede di guerra. Come nel caso di Alissa, escort che esercita legalmente in Nevada. Secondo la sua opinione la diffusione delle cyborg-prostitute incoraggerebbe la violenza ed il disprezzo nei confronti delle donne. Bisogna quindi fermare la loro diffusione. Anche secondo Roxanne Price,  anche lei prostituta del Nevada, l’idea che le donne debbano essere delle bambole, incentiverebbe a considerale come oggetti passivi, asserviti al volere ed ai capricci degli uomini. Un tale comportamento sarebbe poi il preludio alla giustificazione di comportamenti violenti e di abusi nei confronti delle donne. Insomma, la maggior parte delle prostitute e delle escort sembrano proprio essere risentite a riguardo del loro mestiere e di ciò che lo sfruttamento della cyborg-prostituzione implica a livello di immaginario e di conseguenze per la vita delle donne vere.

Il marketing della prostituzione made in Usa.

Una situazione così al limite da indurre alcune prostitute a dare luogo a vere e proprie campagne di pubblicità comparativa. La stessa Alissa infatti ritiene che le operatrici del sesso in carne ed ossa siano in grado di offrire, in confronto alle macchine, un’esperienza autentica di sana intimità e di affetto. Chi invece sceglie di fare sesso con una cyborg-prostituta potrebbe andare incontro, oltre che ad una distorsione dell’esperienza, anche al rischio di non poter più condurre una vita sessuale sana e libera.

Lo status delle donne.

La condizione delle donne appare dunque sempre più minacciata dal contesto sociale contemporaneo. Spesso i media rimandano una visione della personalità femminile come “donna di casa“, raffigurandola alla prese con fornelli, finestre e bagni da pulire.  Oppure ancora la donna viene considerata vero e proprio “oggetto” asservito al benessere ad al piacere degli uomini, sorseggiando drink tra sguardi ammiccanti, andamenti ondulatori dei corpi e lingerie  sempre più risicata e trasparente. Chissà se il risentimento delle prostitute americane non possa essere la miccia per far innescare una nuova consapevolezza alle donne ed agli uomini a livello globale.

 

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Marco Rota

Laureato in Sociologia con una tesi sperimentale in metodologia delle scienze sociali, ha lavorato come editor ed articolista per blog, riviste, giornali online. Ha pubblicato un libro di racconti distribuito da Feltrinelli. Ha una passione per i video ed il reportage video, oltre che per la fotografia. Legge, cerca sempre di essere "sul pezzo" anche se a volte la realtà può sembrare multiforme e sfaccettata, sempre più complessa di quello che appare. Ama Lisbona, per la sua carica vitale e multiforme, avamposto di meticciato polifonico culturale.